La Chiesa deve ritrovare lo spirito della ‘Ecclesia militans’

(di Armin Schwibach su kath.net/as) Roberto de Mattei e la ‚Storia mai scritta’ del Concilio Vaticano II. Le radici della crisi della fede. Il Rito Gregoriano – la risposta più efficace alla sfida del secolarismo laicista. Lo storico romano e pubblicista Roberto de Mattei, nato nel 1948, è un eminente intellettuale cattolico italiano. De Mattei insegna Storia della Chiesa e del Cristianesimo all’Università Europea di Roma, dove è coordinatore della Facoltà di Scienze Storiche. È stato Vice Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (2003-2011) ed è membro dei Consigli direttivi dell’Istituto Storico per l’Età moderna e contemporanea e della Società Geografica Italiana. Collabora inoltre con il Pontificio Comitato di Scienze Storiche e ha ricevuto dalla Santa Sede l’insegna dell’ordine di San Gregorio Magno, come riconoscimento del suo servizio alla Chiesa. leggi tutto

La devozione agli angeli antidoto contro i poteri forti

(di Roberto de Mattei su Radici Cristiane di gennaio 2012) Di fronte alla dittatura del relativismo e allo strapotere dei “poteri forti”, un senso di sgomento e di impotenza assale talvolta i cattolici e gli uomini di buona volontà. Eppure la storia non è irreversibile e chi combatte in difesa dell’ordine naturale e cristiano può ottenere vittorie inaspettate, confidando nell’aiuto della Divina Provvidenza. La caratteristica principale dei cosiddetti “poteri forti” non è solo la potenza, ma anche la poca trasparenza con cui essi operano nella società. Si chiamino Gruppo Bilderberg o Commissione Trilaterale, questi potentati promuovono in maniera discreta ma efficace l’avvento di governi di “eccezione” affidati a una casta dirigente tecnocratica.

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Oltraggi blasfemi: il testo del video di R. de Mattei contro Castellucci

(di Roberto de Mattei su Corrispondenza Romana dell’11/01/2012) In quest’anno che si apre, se solleviamo lo sguardo ai grandi problemi del nostro tempo, non possiamo nasconderci l’esistenza di una realtà minacciosa che si allarga nel mondo: il suo nome è cristianofobia. La tragica situazione dei cristiani in Nigeria, sottoposti a violenze di ogni genere, non solleva l’interesse dei media, né della politica internazionale, eppure è solo un episodio di un fenomeno più vasto, esteso ai cinque continenti. Dico cinque continenti perché il nostro, l’Europa, non ne è immune. leggi tutto

Un’apologia della Tradizione

(di Davide Greco su Catholic.net del 30/12/2011) È uscito da appena qualche mese, ma ha già creato un acceso dibattito. Apologia della Tradizione, il nuovo libro di Roberto De Mattei, è un testo snello di circa 160 pagine, scritto in continuità a “Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta”. Entrambi sono pubblicati da Lindau, casa editrice torinese fra le più attive in ambito cattolico. leggi tutto

Come salvare l’Europa (non l’euro) col realismo della scolastica

(di Roberto de Mattei su Il Foglio del 23/12/2011) La principale preoccupazione del governo Monti sembra oggi quella di “salvare l’euro”, nella convinzione che dalla salute della moneta unica dipenda il benessere economico dell’Italia e dell’Europa. Il problema che l’Italia e l’Europa avrebbero di fronte sarebbe monetario e lo strumento per risolverlo di natura fiscale. leggi tutto

L’altare cattolico e il Concilio Vaticano II. Libro di M. Davies, prefato dal prof. de Mattei

(di Roberto de Mattei su Messa in Latino del 12/12/2011) Michael Trehorne Davies nacque a Yeovil, nel Somerset, il 13 marzo 1936 e morì a Chislehurst in Kent, il 25 settembre 2004. Fu presidente della Federazione Internazionale Una Voce dal 1995 al 2003 e soprattutto autore di numerose opere in difesa della Tradizione cattolica, nelle quali il rigore delle argomentazioni e l’accuratezza delle informazioni si accompagnava ad una eccellente preparazione teologica. L’allora cardinale Ratzinger, che lo conobbe personalmente, lo definì “un uomo di profonda fede”, “sempre fedele alla Chiesa”. leggi tutto

Politica Italiana: il funerale dello Stato nazionale

(di Roberto de Mattei su Corrispondenza Romana del 6/12/2011) Chi avrebbe mai immaginato che il 150esimo anniversario dell’unità italiana si sarebbe concluso con un pesante esproprio di sovranità nazionale? E come immaginare che il principale artefice del commissariamento del nostro Paese da parte di “poteri forti” sovranazionali sarebbe stato quello stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, più di ogni altro, si era adoperato per celebrare la nascita dello Stato nazionale italiano? leggi tutto