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La cospirazione più grave: quella del silenzio

(Roberto de Mattei, Radio Roma Libera, 27 novembre 2021)

A partire dall’irruzione sulla scena mondiale del coronavirus, nel gennaio del 2020, la vita quotidiana dell’uomo occidentale è cambiata in maniera inattesa. Questi cambiamenti tanto radicali quanto confusi nella nostra vita stanno suscitando inquietanti interrogativi sulla pandemia in corso. Molti parlano di congiure, cospirazioni, complotti, legati al Covid-19 e ai vaccini per combatterlo, però il frastuono assordante su questi temi insospettisce.

I cosiddetti no-vax, sono convinti che esista un macro-complotto delle forze occulte per imporre una dittatura universale. Queste teorie dilagano sui social media. I mass-media tradizionali definiscono deliranti queste tesi, però non ignorano od oscurano i no-vax, ma offrono loro le prime pagine dei giornali e dei talk-show televisivi, alimentandone la presenza. L’impressione è che l’interesse di chi manipola l’opinione pubblica sia quello di creare polemiche artificiali e diversive, mentre i veri problemi sono avvolti da una cospirazione del silenzio.

Nella sua enciclica Divini Redemptoris del 19 marzo 1937, papa Pio XI affermò che un potente aiuto al diffondersi del comunismo era costituito dalla “cospirazione del silenzio” della stampa mondiale. “Diciamo cospirazione, perché non si può altrimenti spiegare che una stampa così avida di mettere in rilievo anche i piccoli incidenti quotidiani, abbia potuto per tanto tempo tacere degli orrori commessi in Russia, nel Messico e anche in gran parte della Spagna, e parli relativamente così poco d’una tanto vasta organizzazione mondiale quale è il comunismo di Mosca. Questo silenzio è dovuto in parte a ragioni di una politica meno previdente, ed è favorito da varie forze occulte le quali da tempo cercano di distruggere l’ordine sociale cristiano”

Come non notare che le medesime forze occulte a cui Pio XI si riferiva, oggi tacciono sulle responsabilità della Cina comunista nella diffusione del coronavirus, ma più in generale sulle persecuzioni interne del regime di Xi Jinping e sul suo piano di conquista economica e militare del mondo? Un progetto di “nuovo ordine mondiale” cino-comunista, ben più reale di tanti pseudo-complotti, che servono solo a seminare confusione nelle menti dell’uomo occidentale, psicologicamente indebolito da una pandemia che non accenna a diminuire.

E come negare l’esistenza di una cospirazione del silenzio sul crimine dell’aborto, che provoca oltre quaranta milioni di morti ogni anno nel mondo? Un genocidio perpetrato per legge contro le più innocenti delle vittime nei maggiori paesi civilizzati, quelli che si sono appena riuniti a Roma il 20-21 ottobre 2021 per il G20, a tutto interessati tranne che ai problemi religiosi e morali da cui il futuro dell’umanità dipende.

È stato osservato molto bene: l’aborto è efferato, ma il crimine più grande che viene commesso non è contro la vita fisica, è contro la vita spirituale di questi bambini non nati in cui Dio, all’istante del concepimento ha infuso l’anima per destinarli alla gloria eterna. Questo bene massimo non è che una pallida ombra in confronto alla vita terrena, limitata e transitoria. La gravità dell’aborto sta proprio in questo: privare per sempre le creature abortite della visione beatifica di Dio, che è la somma felicità per un essere umano (https://www.corrispondenzaromana.it/aborto-il-peggiore-dei-crimini/).

La cospirazione più grave, dunque, non è quella contro i diritti dell’uomo, ma quella contro i diritti supremi di Dio. Parafrasando quanto Dom Prosper Guéranger afferma nel suo aureo saggio su Il senso della storia, dobbiamo ribadire che qualsiasi ideologia, qualsiasi visione culturale o politica, che prescinda dall’ordine soprannaturale è un sistema falso che non spiega nulla e che lascia la storia dell’umanità nel caos e nella contraddizione permanente. Il cristiano infatti giudica gli eventi, le idee, gli uomini, dal punto di vista di Dio, in ogni circostanza, senza mai dimenticare che le calamità naturali, le guerre e gli sconvolgimenti sociali sono spesso una conseguenza dei peccati pubblici della società, che sottrae a Dio la gloria che gli è dovuta.

La Chiesa dovrebbe ricordarlo ogni giorno: tutti i mali dell’umanità hanno la loro origine nel peccato; il peccato pubblico è più grave di quello individuale, e Dio punisce i peccati sociali con i flagelli delle epidemie, delle guerre, delle crisi economiche e delle sciagure naturali. Se il mondo non si pente, e soprattutto se gli uomini di Chiesa tacciono, i castighi che all’inizio vengono inflitti in maniera mite, sono destinati ad aggravarsi sempre di più, fino ad arrivare all’annientamento di nazioni intere. Il messaggio di Fatima lo ha annunciato come un destino irreversibile.

Il silenzio su questo messaggio e sull’azione della Divina Provvidenza nella storia è la più terribile cospirazione di cui l’uomo possa oggi essere vittima.

Fonte: Radio Roma Libera

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