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Chi muove i fili della storia?

(Roberto de Mattei, Radio Roma Libera, 11 dicembre 2021)

Chi muove i fili della storia? La domanda è legittima e nasce dal nostro desiderio di dare un senso, un significato, a tutto ciò che accade. Ogni cosa deve avere il suo perché, la sua spiegazione. Il principio di causalità, secondo cui tutto ha una sua ragione, è la base della logica occidentale.

Le religioni precristiane attribuivano ogni evento umano al Fato, o destino, una necessità ineluttabile a cui non ci si può sottrarre. Fatum, è un participio passato neutro che viene dal latino fari, parlare: significa “ciò che è detto” una volta per sempre. La parola sacra che definisce il corso irrevocabile degli eventi.

Al Fato il Cristianesimo ha opposto la Divina Provvidenza, che è l’azione di Dio nella storia. L’uomo è libero di fare il bene o il male, ma Dio trae il bene da ogni male e guida la storia verso il suo fine, che è la Parusia, l’instaurazione finale del Regno di Dio al termine della storia. L’illuminismo e le filosofie che da esso sono nate hanno laicizzato la concezione cristiana della Provvidenza, sostituendola con l’idea di un Progresso irreversibile verso il regno di Dio sulla terra. La storia si trasforma in un percorso lineare e irreversibile, caratterizzato da un continuo e illimitato miglioramento e il filosofo può affermare che “la storia è stata il cammino razionale, necessario dello spirito del mondo (Weltgeist)” (G. W. F. Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia, tr. it. Laterza, Bari 2003, p. 10.). Oggi questa concezione ottimistica di una storia in continuo progresso è in crisi, ma viene sostituita da una interpretazione degli eventi che si ispira a un analogo determinismo, anche se di segno pessimista: l’idea cioè che tutti gli eventi imprevisti della storia siano infallibilmente organizzati da indefinibili forze occulte la cui azione sostituisce di fatto quella della Divina Provvidenza. Con ciò si nega l’esistenza di quell’elemento imponderabile della storia, che è previsto e regolato da Dio, ma non può essere calcolato e previsto dall’uomo.

L’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, che causò la Prima guerra mondiale, fu ad esempio un evento imponderabile. Quel giorno, dopo il fallimento dì un primo attentato, perché la bomba cadde sotto la macchina sbagliata, l’arciduca Francesco Ferdinando volle accertarsi personalmente delle condizioni della scorta ferita. L’autista però sbagliò strada e in mezzo alla folla la macchina fu costretta a fare retromarcia senza protezione. Si trovò così di fronte all’osteria nella quale l’attentatore Gavrilo Princip si stava ubriacando. Il cospiratore si trovò inaspettatamente a pochi metri dalla sua vittima e due colpi di rivoltella bastarono a cambiare la storia del mondo. La Provvidenza lo aveva certo permesso, ma agli occhi umani fu il caso a cambiare la storia.

Un altro episodio non mutò invece, imponderabilmente, il corso della storia. Il 9 novembre 1979 il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Zbigniew Brzezinski, venne svegliato nel cuore della notte da una telefonata. Secondo il Comando di difesa aerospaziale NORAD, l’Unione sovietica aveva appena lanciato 250 missili nucleari contro gli Stati Uniti. In una seconda telefonata, i missili erano divenuti 2.200. «Nel giro di mezz’ora io, i miei cari, Washington e la maggior parte dell’America avremmo cessato di esistere», ha raccontato Brzezinski, che diede subito l’ordine di preparare gli aerei che avrebbero dovuto lanciare il contrattacco nucleare contro l’Unione sovietica. Tuttavia, prima di avvertire il Presidente e lanciare il contrattacco, Brzezinski attese un’ulteriore conferma, che non arrivò. Si scoprì poi che il falso allarme era stato prodotto dallo stesso sistema di difesa americano perché una simulazione informatica di un attacco sovietico era stata presa per vera. Per evitare il ripetersi di simili incidenti, in seguito la rete su cui il NORAD conduceva le sue simulazioni venne separata dalla rete utilizzata per rilevare le minacce reali. La catastrofe fu evitata per poco.

Un elemento imponderabile dei nostri tempi potrebbe essere la fuoriuscita del virus Sars-CoV-2, o Covid-19, dal laboratorio militare di Wuhan, dove erano in corso esperimenti per creare armi di guerra biologica. Il virus sarebbe sfuggito dalle mani degli apprendisti stregoni con catastrofiche conseguenze per l’umanità intera. E’ un’ipotesi certo, ma con alte probabilità di corrispondere alla realtà. Se così è stato, la Divina Provvidenza lo ha permesso per ragioni misteriose, perché nessuno può conoscere i disegni di Dio. Sappiamo però che tutto ciò che accade ha un significato, il bene e il male esistono e Dio li retribuisce nel tempo e nell’eternità. Anche questo fa parte della teologia cristiana della storia, che presuppone il peccato, la Redenzione e il destino eterno delle anime, per la cui salvezza Dio permette le sofferenze e le sciagure nel mondo. Infatti come ci ricorda san Tommaso “i mali che ci assillano in questo mondo ci costringono ad andare a Dio” (Summa Theologica, I, q. 21 a. 4 ad 3). Quando intorno a noi la confusione aumenta, la nostra risorsa ultima è la Divina Provvidenza, che non inganna e non abbandona, perché Essa è Dio stesso, considerato nei suoi rapporti con le creature, tratte dal nulla, e in tutto da Lui dipendenti.

La Divina Provvidenza, che è Amore, ci assiste e ci guida irreversibilmente al nostro fine. Questo solo ci basta.

Fonte: Radio Roma Libera

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