I giorni della Corredenzione di Maria

CR1944-Foto-01

La festa dell’Annunciazione, che ricorre il 25 marzo, è caduta, nel 2026 durante la settimana di Passione, a ridosso della Settimana Santa. Questa vicinanza di date ci aiuta a comprendere meglio la profonda verità della Corredenzione di Maria, che è fondata proprio su un misterioso legame tra il suo Fiat a Betlemme e la sua presenza accanto al Divin Figlio sul Calvario.

«La corredenzione, profetizzata da Dio nel Protovangelo subito dopo la colpa originale, incominciò a verificarsi nel giorno dell’Annunciazione (Lc, 1, 38 sgg)», scrive un eminente teologo quale il padre Gabriele Maria Roschini (Corredenzione, in Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Roma 1950, p. 642).

Il brano biblico in cui si esprime con maggior chiarezza la partecipazione della Vergine nella redenzione umana è infatti quello del primo capitolo di san Luca (vv. 26-38), dove l’Angelo Gabriele annuncia a Maria il mistero dell’Incarnazione. Questo brano evangelico ci mostra che per la realizzazione dei suoi eterni disegni, tutti ordinati alla salvezza degli uomini, Dio volle come condizione previa e necessaria il libero consenso della Beatissima Vergine Maria.

I Padri e i Dottori della Chiesa esaltano l’efficacia di questo consenso, dicendo che Dio ne fece una condizione per l’opera della Redenzione del genere umano e, a questo fine, concesse a Maria una grazia efficace che rese il suo consenso libero, salutare e meritorio. Perciò, con le parole, Fiat mihi secundum verbum tuum,con le quali rispose alla salutazione angelica, la Santa Vergine diede il suo consenso all’Incarnazione redentrice. Il Fiat, come spiega mons. Pier Carlo Landucci, fu un atto di sublime sacrificio. La Madonna, infatti, non poteva difettare di alcuna conoscenza idonea al compimento della sua missione. Ella aveva dunque piena consapevolezza della immensa dignità a cui era stata elevata, ma anche degli immensi sacrifici a cui sarebbe andata incontro. Maria vedeva davanti a sé non solo le altezze della Divina Maternità e della gloria che la aspettava come Regina del Cielo e della terra, ma anche le inaudite sofferenze che la aspettavano in quanto Madre del Verbo Incarnato, destinato a immolarsi per l’umanità sul Calvario. Perciò il suo Fiat deve essere considerato «il più eroico atto di abbandono in Dio e di offerta dolorosa che si possa concepire sulla terra dopo l’offerta del Divin Salvatore» (Pier Carlo Landucci, Maria Santissima nel Vangelo, Edizioni Paoline, Roma 1953, p. 64).

«La Passione di Gesù cominciò fin dalla sua nascita», dice san Bernardo. «Così – aggiunge sant’Alfonso de’ Liguori – anche Maria, in tutto simile al Figlio, soffrì il martirio per tutta la vita. A Lei si applica il passo di Geremia: E’ grande come il mare il tuo dolore (Lam. 2, 13). Infatti, come il mare è amaro e salato, così la vita di Maria fu sempre piena di amarezza alla vista della Passione del Redentore, che ebbe sempre presente» (Le Glorie di Maria, Parte II, n. 9).

E se l’Annunciazione fu il fondamento della Corredenzione e della Mediazione di Maria, la Sua compassione sul Calvario ne rappresentò il perfetto compimento. Papa Benedetto XV ne enuncia così la ragione: «Come ella soffrì e quasi morì con il Figlio suo sofferente e morente, così rinunciò per la salvezza degli uomini ai suoi diritti di madre su questo Figlio e lo immolò per placare la divina giustizia, sicché si può dire, a ragione, che ella abbia redento con Cristo il genere umano. Evidentemente per questa ragione tutte le diverse grazie del tesoro della redenzione vengono anche distribuite attraverso le mani dell’Addolorata» (Lettera Apostolica Inter sodalicia, 22 marzo 1918).

Ma la Corredenzione di Maria non si esaurì sul Calvario. Essa ha il suo proseguimento attuale nell’applicazione alle nostre anime dei meriti del Redentore, ossia nell’attuale elargizione delle grazie divine che ogni giorno viene fatta a ogni cristiano per permetterne la salvezza e la santificazione. In questo senso si può dire, secondo mons. Landucci, che la Madonna ci ha concepiti all’atto stesso dell’Incarnazione del Verbo divino nel suo seno immacolato; ci ha fatti nascere ai piedi della Croce, con l’enorme strazio della sua compassione; ci fa attualmente nascere e crescere con il proseguimento della sua azione materna dal Cielo per l’applicazione a noi delle grazie della Redenzione (Cento problemi di fede, Tip. Francati, Roma 2003, p. 367).

Per questa ragione, afferma il padre José Bover, la cooperazione della Vergine all’opera della redenzione umana e, di conseguenza, la sua Mediazione universale comprende tre fasi o momenti principali: nell’Incarnazione, sul Calvario e nel Cielo. Infatti, l’opera di Gesù Cristo si inaugurò ed ebbe inizio nell’Incarnazione, si consumò sul Calvario e si perpetua attualmente nel Cielo in virtù della sua perenne intercessione. Anche la cooperazione della Vergine SS.ma comprende queste tre medesime fasi, pur esistendo, come spiega il padre Bover, una differenza tra l’opera del Figlio e la cooperazione della Madre. In Gesù Cristo il momento principale fu la morte in Croce, rispetto alla quale l’Incarnazione è preparazione, e l’intercessione nel Cielo che ne è il compimento o l’applicazione. In Maria, invece, il momento principale fu necessariamente l’Incarnazione, perché Ella intervenne nell’opera della redenzione proprio in qualità di Madre del Redentore: e questa maternità aveva, evidentemente, per suo oggetto principale l’Incarnazione del Redentore. Questi tre momenti o fasi, sebbene logicamente siano distinti, nella mente e nei piani di Dio non sono separati. Non sono tre opere in Gesù Cristo, né tre cooperazioni in Maria, bensì una sola opera ed una sola cooperazione che forma, per così dire, nel pensiero di Dio un blocco unico o un’indivisibile unità (José María Bover, Maria Mediatrice, Edizioni Fiducia, Roma 2025, p. 38).

Contro ogni forma di minimalismo mariano, ricordiamo quindi la sentenza lapidaria di un grande teologo domenicano, il padre Réginald Garrigou-Lagrange: «Il principio che domina la Mariologia è questo: “Maria è Madre del Dio Redentore e quindi associata alla sua opera”» (La Madre del Salvatore e la nostra vita interiore, tr. it. Fede e Cultura, Verona 2023, p. 215).

Iscriviti alla Newsletter